INCONTRI 100
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INCONTRI 100 100 anni di Rinascente, 100 anni di prime alla Scala

Rinascente per il secondo anno dedica le sue vetrine natalizie al Teatro alla Scala in occasione dell’Opera inaugurale Andrea Chénier di Umberto Giordano che aprirà la Stagione 2017/18 con la direzione del M’ Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone.

La scenografa dello spettacolo Margherita Palli racconta 100 anni di attività delle due istituzioni milanesi con un allestimento realizzato nei laboratori del Teatro alla Scala.

Un’avventura nuova, giocare con le vetrine della Rinascente e con le grandi aperture di stagione del Teatro alla Scala.
Disegnare sei vetrine che raccontano, partendo da Piazza del Duomo e andando verso San Babila inaugurazioni che negli ultimi 100 ANNI hanno fatto la storia del Teatro nel mondo, grandi spettacoli, grandi direttori d’orchestra, grandi registi.
Le vetrine portano lo spettatore dentro l’atmosfera del teatro nella sera delle grandi prime; trionfa il rosso Scala; sei dentro un palco e come in un caleidoscopio ruoti attorno guardando e cercando le tracce del racconto.
Dai palchi deformati in una prospettiva immaginaria, guardano personaggi, scene, locandine… dimenticati qua e là piccoli oggetti di scena raccontano lo spettacolo.
(Margherita Palli) 

Nerone - Incontri

Nerone - Incontri

La disputa pagani-cristiani attira sempre in teatro. Fece furore nel 1924 il decadentismo di Arrigo Boito: sotterranei, riti magici, trionfi, supplizi nell’arena, fossa dei serpenti e Roma in fiamme. L’autore del Mefistofele aveva pensato per oltre mezzo secolo a un’opera sul più ‘diabolico’ imperatore romano. Però, l’ingombrante operona storica venne poi dimenticata. Aveva ambizioni liriche l’autentico Nerone, spesso ritratto a bocca spalancata con la sua cetra. Si sarebbe sentito onorato di cantare alla Scala!

I Vespri siciliani - Incontri

I Vespri siciliani - Incontri

Risale solo al 1951 il rito del 7 dicembre. Prima, l’inaugurazione della Scala era il giorno dopo Natale. Sant’Ambrogio, patrono cittadino, è stato preferito a Santo Stefano. Quella sera Milano scoperse Maria Callas e la adottò. Dirigeva il grande Victor de Sabata, erede di Toscanini. Immaginatevi la sommossa in scena dopo che la Callas aveva incitato i siciliani alla rivolta! E la rabbia dei palermitani quando i soldati francesi rapiscono dodici spose. E alla fine dei cinque atti esplode la più furiosa delle vendette.
Macbeth - Incontri

Macbeth - Incontri

Ma si pentono per davvero le mogli dei tiranni, tipo Lady Macbeth? Gli strascichi dei mantelli della sanguinaria coppia scozzese erano allora affilati come code di serpente. Pareti di rame cupo, per far da sfondo al canto sussurrato e soffocato della notturna tragedia di Shakespeare, che Verdi chiamava “Il papà”. Streghe dalla voce chioccia e ritmi diabolici scanditi dal giovane Claudio Abbado, per un mitico spettacolo di Giorgio Strehler del 1975. L’opera italiana aveva voltato pagina grazie al genio di Verdi, che reinventava il melodramma a ogni nuovo titolo. Come la Scala inventa spettacoli a ogni nuovo allestimento.
Guglielmo Tell - Incontri

Guglielmo Tell - Incontri

C’era l’aria pura e rarefatta delle montagne svizzere nella visione di Luca Ronconi del 1988. L’ultima opera di Rossini ruotava su se stessa come la musica del finale. L’armonia della natura, temporali, boschi ombrosi, do di petto, galop, immagini in volo, cori, danze, balestra e mela. Muti aveva già diretto a Firenze nel 1972 quest’opera immensa, musicata in francese, in cui l’autore del Barbiere di Siviglia si è cimentato col romanticismo patriottico-risorgimentale e ha inventato il grand-opéra parigino. Rossini aveva composto un tale kolossal che in vita non lo poté mai ascoltare per intero tutto di seguito, perché gli impresari gliel’accorciavano. Ma qui alla Scala l’opera c’era tutta. Naturalmente.
Tristan und Isolde - Incontri

Tristan und Isolde - Incontri

Ha scritto Nietzsche: “Inutilmente, in qualsiasi arte, cerco qualcosa che uguagli il Tristano, per il suo pericoloso fascino, per il senso di dolce e terribile infinito…” Alla prima del 2007, Barenboim direttore e Chéreau regista hanno donato alla Scala un meraviglioso Tristan und Isolde. Perché – si sa – di morte romantica ce n’è una sola, quella della principessa di Cornovaglia, che si accascia in un’appassionata trasfigurazione sul corpo esanime dell’amante, l’eroe Tristano. L’azione musicale narra dell’impossibilità di trovare su questa terra un appagamento alla più esaltata attrazione. Wagner, quella volta, superò se stesso, con un’opera sublime. Sull’indissolubilità dell’adulterio?
Andrea Chénier - Incontri

Andrea Chénier - Incontri

L’autore, il pugliese Umberto Giordano, nasceva centocinquant’anni fa. Il suo Andrea Chénier non è molto noto alle giovani generazioni e Riccardo Chailly lo ripropone: lo ha inciso con Pavarotti- Caballé-Nucci nell’82 e l’ha diretto alla Scala nell’83: da dove manca da allora. “Eh… eh…”, commenterebbero gli amanti del possente canto verista “di forza”. André Chénier, chi era costui? Un personaggio storico, amico di Vittorio Alfieri, buon poeta che è stato accostato a Ugo Foscolo, ghigliottinato a trentun anni nel 1794, durante il Terrore della Rivoluzione Francese. Fu così sfortunato da morire due giorni prima della caduta di Robespierre. Da trarne un melodramma eroico.

Immagine campagna - Incontri